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Per Volkswagen Group ancora guai in vista

Con le nuove sanzioni da parte delle autorità tedesche lo scandalo Dieselgate è costato finora a Volkswagen Group oltre 33 miliardi di dollari, ma una nuova legge tedesca in vigore dal 1° novembre consente ad oltre 2 milioni di clienti, loro malgrado coinvolti nello scandalo delle emissioni falsificate, di aderire ad una class action nei confronti del Gruppo tedesco per essere risarciti dal danno subito e ciò in prospettiva potrebbe costare molto caro

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Alla luce dello scandalo sulle emissioni falsificate da parte di Volkswagen Group, la Ministra della Giustizia tedesca Katarina Barley, in accordo con la sua coalizione (SPD), ha introdotto pene più severe per le società che violano la legge o promuovono comportamento criminali. Anziché sanzioni, che al massimo potevano ammontare a 10 milioni di euro, ora le società risultate colpevoli dovranno pagare il 10% dei loro ricavi annuali.

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Ma ciò che potrebbe interessare oltre 2 milioni di clienti coinvolti nello scandalo Dieselgate è la nuova legge in vigore dal 1° novembre che apre alla possibilità di avviare una Class Action nei confronti di Volkswagen Group e per la quale l’Ufficio Federale di Giustizia tedesco ha istituito uno specifico registro per le denunce. Se prima i clienti potevano intraprendere un’azione legale solo individualmente con esborsi consistenti per spese legali e di conseguenza una strada percorribile da pochi, adesso questa nuova legge facilita la possibilità di ottenere giustizia. Allo scopo l’associazione dei consumatori VZBV (Verbraucherzentrale Bundesverband) offre l’assistenza legale gratuita e finora hanno aderito 81.000 acquirenti. Il Direttore di VZBV Klaus Müller si è dimostrato molto soddisfatto considerando che il registro è stato aperto solo 1 mese fa ed ha aggiunto: “il 1° novembre 2018 sarà un giorno che Volkswagen ricorderà”.

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Questa Class Action è aperta a tutti coloro che hanno acquistato un veicolo Volkswagen, Audi, Škoda o Seat con un motore diesel EA189 (4 cilindri da 1,2 / 1,6 / 2 litri) dopo il 1° novembre 2008 e richiamato per gli aggiornamenti necessari. Per sapere se il proprio veicolo rientra tra quelli interessati alla falsificazione delle emissioni basta inserire il numero di telaio (VIN) nell’apposita casella sulla pagina Web del produttore.

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Se finora a Volkswagen lo scandalo sulle emissioni è costato 33 miliardi di dollari, adesso è la volta di Audi che dopo l’arresto del CEO Rupert Stadler (giugno 2018), ora, a conclusioni delle indagini da parte dei pubblici ministeri di Monaco, deve pagare una multa di 926 milioni di dollari, ma deve anche a richiamare circa 151.000 vetture per gli adeguamenti sulle emissioni. I primi richiami sono iniziati il 15 novembre con i modelli A6 e A7 Sportback con motore da 3 litri TDi da 268 cavalli prodotti tra il 2015 e il 2018 dai quali sarà rimosso il software incriminato.

[ Paolo Pauletta ]