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2035: non deve essere l’anno dell’addio ai motori endotermici

Il Presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani elogia la premier Giorgia Meloni che si mostra scettica sul «tramonto» dei motori endotermici entro il 2035. L’obiettivo rimane, ma i tempi e i modi sono da rivedere

La deadline del 2035 per la messa al bando dei motori endotermici non trova d’accordo il nostro Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Una questione di buon senso. Il complesso sistema per mettersi in riga con gli urgenti dettami della lotta all’inquinamento, non può prescindere da strategie mirate a lungo termine. Una presa di posizione che guadagna il consenso del Presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani che dichiara: “Un plauso al coraggio e alla chiarezza della Premier Giorgia Meloni che afferma con nettezza una verità ormai diventata verificabile da chiunque.  Ovvero, che la messa al bando delle vetture endotermiche nel 2035 appaia una scelta davvero poco sensata”.

“Già dal 2019, durante l’annuale Conferenza Nazionale del Traffico – sottolinea Sticchi Damiani l’Automobile Club d’Italia aveva lanciato lo stesso monito, più volte ribadito in questi anni e in tutte le occasioni e sedi possibili. Ci sono adesso le condizioni di scenario per poter ragionare e rivedere finalmente quella scadenza e le politiche che l’hanno generata, pur mantenendo l’obiettivo della riduzione delle emissioni climalteranti e del raggiungimento della massima sostenibilità ambientale, nell’interesse non solo del comparto automotive nazionale ma anche dei cittadini italiani”.

Il primo «tagliando…» nel 2026, quando la Commissione europea dovrà necessariamente riesaminare i progressi relativi al raggiungimento degli obiettivi fissati di riduzione delle emissioni del 100%.

[ Tony Colomba ]